martedì, 16 ottobre 2007

Mondo abito da sposa

succede che una si immagina quel giorno fin da quando è bambina...giusto?

non sempre, non è il mio caso, visto i due dementi di genitori che mi hanno affibiato al momento della venuta al mondo, presi probabilmente nella discarica o in un cartone del discount, genitori capaci di distruggere il sogno di avere l'abito bianco e tutto l'entourage che ne comporta.

ma, non tutto è perduto, dopo anni di cinismo è arrivato il turno di cuori, confetti e minchiate da svariate mila euro.

quindi, essendo donna, e amando i vestiti, tocca fare gira la moda a destra e manca.

sabato scorso sono andata in quel di Mileeeeno in un negozietto piccino picciò a provare, insieme a un'altra futura sposa, degli abiti...eravamo entrambe di un imbarazzo tale che avrebbe potuto eguagliarlo solo nel camminare nude sulle scale mobili della rinascente.

ci troviamo dinnanzi queste due tipe, che ci proponevano questo abito di tizio, caio, sempronio, chiamandoli per nome come se gli stilisti avessero disegnato e creato gli abiti nel loro negozio.

una forrester creations stile barbellotta.

io e l'altra sposa ci guardiamo atterrite con sti abiti, un po' larghi, un po' stretti, pesanti e pungenti, ficcate su una pedana.... sembravamo la statuina del carrillon ma senza musica.

dopo aver provato tutti i vestiti possibili e immaginabili, scartando il rosso fuoco e l'azzurro cielo, la tipa ci fa una scheda personalizzata, dove scrive i prezzi degli abiti preferiti (a dire il vero nessuno), salutiamo,  alziamo in contemporanea il sopracciglio e i tacchi e ci dileguiamo...

tornando verso casa un po' abbacchiate passiamo in un ipermercato del vestito da sposa, una roba su 3 piani, tutto luci e paillettes.

entriamo

la tipa della receptions ci chiede vita morte e miracoli e ci manda giù le personal shopper del bianco.

vestite di nero come due ragni.

io mi becco una tipa che al mio infervorato spiegare come volevo il vestito (saaaaamplice, scivolato, senza frizzi nè lazzi), osa propormi un vestito pizzettato, dopodichè pailettato, dopodichè arruffato...

e, dopo una discreta cernita, ne provo 4, di questi quattro uno a vederlo sembrava l'orrore più orrore, ciò che ogni sposa aborra dalla lista di cose da comprare:

il vestito da panna montata...

bene...quale poteva starmi meglio???

cazzo...no, l'abito da panna montata no...non l'accetto, dopo anni di prese per il culo alle spose avvolte da toulle e veli non posso infilarmi un coso che se avessi le scarpe da ginnastica non si vedrebbero nemmeno!!!

postato da: cloee alle ore 17:24 | Permalink | commenti (15)
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martedì, 02 ottobre 2007

Mondo sposa

qua non siamo più a posto.

il 12 luglio 2008 mi sposo, yuppi, ole, congratulations, ok....

terminato lo shock iniziale e la gioia di aver trovato il mio Lui c'è il lato B della situescions

i preparativi.

partendo da fatto che a settembre ci siamo mossi così, giusto per vedere che aria tirava, e a momenti ci tiravano le porte in faccia perchè se non parti come minimo due anni prima sei un pirla, capito ciò ci siamo dati una mossa e in una settimana abbiamo fermato villa e fotografo, tirando un sospiro di sollievo, voglio dire, almeno un posto dove bivaccare e un pirla che ci fa due foto ce l'abbiamo.

ora tocca al vestito da sposa.

stamattina chiamo il supermarket dell'abito da sposa della mia zona, il classico negozio che quando non hai la minima intenzione di sposarti ti sembra kitch da matti, e quando hai l'idea di sposarti ti sembra kitch uguale.

chiamo perchè ha nel negozio una ditta che mi piace un sacco, dal momento che l'atelier di sta ditta è fino a Milano, direi che per dare un occhio e provarne un paio di vestiti posso anche fare 5 km e andare in sto negozio sgrauso.

ma anche il negozio sgrauso se la tira.

sconvolgente.

chiamo ore 9, appena aperto, mi presento, salve sono tizia, mi sposo a luglio e vorrei prendere appuntamento sabato per provare qualche vestito.

la tipa tentenna, scocciata, dicendo che il sabato è un macello, se potevo un altro giorno.

forse signora non mi ha capito, se vengo sabato è perchè gli altri giorni non posso.

oh beh, fa lei, può venire e dare un'occhiata agli abiti, poi se ce n'è qualcuno che le interessa possiamo prendere appuntamento, sa perchè con l'appuntamento dedicherei due ore solo per lei, e sa con gli altri appuntamenti il sabato è un po' un macello, ma se lei guarda i modelli può farsi un'idea...

al che scocciata come una alla quale hanno appena pestato i calli le dico: signora, scusi eh, ma se non li provo mi dice come faccio poi a decidere, nell'eventualità (remota a sto punto), di comprarlo? e se non prendo appuntamento, mi dice come faccio provarlo?

conclusione?

mi dice di andare sabato, o alle 9 appena aperto o alle 11.30 così se ha tempo me li fa provare...

ma il senso di prendere appuntamento si è perso?

mi sarò spiegata male?

postato da: cloee alle ore 10:50 | Permalink | commenti (19)
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